“Roma? Chi amministra risponde per sé e per tutti”. Rossi, candidato-sindaco PpI

FRANCESCO TOIATI ROMA natale per roma FOTO AEREE campidoglio

 

PRISMANEWS – Prima o poi in Campidoglio la stagione di Ignazio Marino finirà. Ne sono consci i Popolari per l’Italia, candidando al ruolo di sindaco il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi.

In questa sua esperienza politica, le e’ mai capitato di pensare ‘Di Tizio mi posso fidare’?

“Bella domanda, davvero!… Diciamo che ai miei ‘nuovi’ colleghi il passato professionale da me trascorso ha interessato poco. Ho reputato giusto e doveroso portare avanti l’impegno per il quale ero stato chiamato, attivandomi nell’unico senso possibile: lavorare. Personalmente, la loro fiducia me la sono conquistata così… E’ poi ovvio che in ogni realtà vi siano persone con le quali si va d’accordo e altre con le quali ciò accade più di rado”.

La domanda aveva un senso… E’ la mancanza di fiducia che avvelena la vita; e ciò in politica, in economia e in tutti gli ambiti di interscambio.

“Da quando ho iniziato questa avventura, ho sempre affermato che il crollo dei valori etico-morali e’ partito proprio dalla sede politica e da qui ha contaminato l’ambito economico. Torno alla sua predente domanda: posso dirle che dentro il Parlamento sono riuscito a instaurare rapporti di fiducia ottimali, condividendo con altri colleghi una visione di società più giusta, più equa, più trasparente. Sarà forse un sogno, ma noi non ci arrendiamo”.

Onorevole, lei vanta un passato di Generale di corpo d’armata dell’Esercito e ben sei anni di Presidenza del Cocer-Consiglio centrale di rappresentanza di Esercito-Marina-Aeronautica-Carabinieri-Guardia di Finanza. Per avere politici e amministratori lontani dalla tentazioni, cosa occorrerebbe? Leggi ferree sui conflitti di interesse? La turnazione negli/degli incarichi? Insegnamento dell’etica fin dalle Elementari? Autorità di vigilanza ad hoc?

“Tutto va bene per arrivare allo scopo, ma teniamo conto che non esiste un’unica soluzione. L’etica e’ cultura: e ricordo che nella vita militare vige il concetto della responsabilità oggettiva! Vale a dire che chi comanda risponde di tutto, anche di ciò che potrebbe non sapere. Sarebbe fantastico applicare tale principio alla Pubblica amministrazione, laddove il merito DEVE essere premiato e il danno DEVE essere punito”.

Su di lei, romano di nascita, puntano i Popolari per l’Italia per la carica di sindaco di Roma. La Capitale ha dunque necessità di un ‘pastore di tori’? E comunque: se c’e’ già un magistrato che ha assunto la carica di assessore, perché mai non dovrebbe diventare sindaco un ex-alto graduato?

“Ricordiamoci sempre che non esistono Messia! Qualora incontrassi ampio assenso e la scelta venisse condivisa, mi rimboccherei le maniche puntando a moralizzare l’Amministrazione; a educare, laddove necessario; a prevenire gli abusi; a reprimere il marcio. So altrettanto bene che simili cose non si fanno da soli, servendo – da un lato – una squadra e – dall’altro – l’attenzione di una politica che si ponga al di sopra delle parti. Politica che non può ignorare i problemi e non trovare le soluzioni”.

Ignazio Marino va e viene dagli uffici della Procura. Per caso significa che – adesso – vede cose prima irrilevanti? Per Prismanews un comportamento strano e per nulla giustificabile.

“Non voglio entrare in contrasto con il sindaco, ci sarà tempo e luogo… Io credo, e lo ripeto, nel principio della responsabilità oggettiva; dunque ritengo debba esserci coerenza nel fatto che chi amministra debba rispondere anche delle proprie leve di controllo”.

 Sottosegretario Rossi, poiché il veleno sta sempre nella coda ecco un’ultima domanda molto, molto cattiva… Marino afferma cose false e poi viene smentito dalle foto; Matteo Renzi nega il Patto del Nazareno e solo alla fine ammette la sua ‘manina’ nel Decreto detto ‘salva Berlusconi’. Bugie di peso differente?

“Per quanto riguarda Marino e le foto, lascio interprete l’intelligenza dei lettori… mi limito a dire che non e’ la situazione di per sé a determinare fatti negativi bensì l’uso che si fa degli incontri e delle amicizie. Quanto al Presidente del Consiglio: la forza di ogni persona sta anche nel saper fare passi indietro e – indipendentemente dal come/perché sia nato il tutto – agendo sempre lontani da norme ‘ad personam’. Se errore c’e’ stato, sono questi i modi più espliciti per uscirne”.

 

 

 

Autore: admin

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