Sottosegretario D’Onghia: scuola e impresa insieme per la crescita

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Rafforzare il legame tra scuola e impresa per rilanciare l’occupazione. Meno burocrazia per le Piccole e medie imprese, più attenzione per il progetto formativo dei giovani in una scuola che deve tornare a promuovere la mobilità sociale, offrendo pari opportunità agli studenti di qualsiasi ceto. Secondo la senatrice dei Popolari per l’Italia Angela D’Onghia (fresca di nomina a Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca nel Governo Renzi) bisogna puntare proprio sul rapporto università e mondo del lavoro per migliorare il futuro dei giovani italiani. In particolare “nelle zone del Paese in cui è necessaria una spinta più forte”, come al Sud.

La senatrice D’Onghia è nata a Bari e sin da giovanissima ha iniziato ad occuparsi dell’azienda tessile di famiglia, la Nocese Manifatture. Un impegno premiato, cinque anni fa, con il titolo di Cavaliere del Lavoro: la prima donna pugliese in 107 anni di storia a meritare l’onorificenza. E’ tra i fondatori dei Popolari per l’Italia di Mario Mauro.

Senatrice D’Onghia, da poco è stata nominata Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca: quali sono le priorità da affrontare?

“Dal mio punto di vista, di imprenditrice e di donna del Sud, è assolutamente necessario lavorare per rendere più stretto il legame tra istruzione e mondo del lavoro. In particolare nelle zone del Paese in cui è necessaria una spinta più forte per l’internazionalizzazione del sistema produttivo. Il mondo dell’istruzione e della ricerca deve giocare un ruolo propulsivo fondamentale. Rivedere i meccanismi di spesa, premiando le realtà più efficienti può essere un ottimo inizio”.

Il premier Matteo Renzi vorrebbe ridurre Irap e Irpef. Cosa serve al Paese per tornare veramente competitivo?

“Renzi ha preso impegni con i lavoratori e le imprese. Ora serve realizzare quanto annunciato. Sarebbe un segnale incoraggiante per il Paese sia in termini di competitività che di credibilità. Faccio presente che una delle lacune del nostro sistema politico è proprio la difficoltà nell’applicazione di riforme già approvate sulla carta. La legge sull’autonomia scolastica ne è un esempio”.

Università e mondo del lavoro, spesso sono due realtà distinte in Italia. Cosa, concretamente, si può fare per avvicinarle?

“Innanzitutto i due mondi devono instaurare un dialogo più stretto e fare in modo che l’Università diventi lievito per le imprese e per il territorio. Avvicinarli è molto semplice: basta farli incuriosire l’uno dell’altro tentando di far loro capire che questa è l’unica sfida per il futuro”.

Anche perché rafforzare il legame impresa-scuola aumenta le possibilità di inserimento nel mondo del lavoro. Potrebbe essere questo il punto da cui partire per ridurre la disoccupazione giovanile, schizzata a livelli record?

“Sicuramente. Dobbiamo guardare ai numeri della disoccupazione per renderci conto che in Italia, negli ultimi decenni, abbiamo investito poco nei nostri giovani e nel futuro del nostro Paese”.

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©Futuro Europa®

Fabrizio Arnhold

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Author: admin

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