No alla Giustizia lumaca. Il contributo di Antonfrancesco Venturini (PpI Roma)

INCHIESTA MEDIASET:PREMIER,NON CI SARO', AVANTI SENZA DI ME

 

ROMA – La denuncia del Primo Presidente della Corte di Cassazione nella sua relazione per l’apertura dell’anno giudiziario sulla intollerabilità ed ingiustificabilità della lunghezza dei processi in Italia è assolutamente condivisibile, come è condivisibile l’affermazione che non sono sufficienti riforme a costo zero, essendo necessari uomini e mezzi per smaltire l’arretrato e velocizzare i processi.

Mi auguro, quindi, che il Governo tenga in gran conto il suggerimento. Consideriamo che mediamente per definire un primo grado in Italia ci vogliono 600 giorni, mentre in Francia 310 ed in Germania 180, con una media dell’area Ocse di 240, dati questi che da soli fanno comprendere quanto necessari siano interventi strutturali sia sotto il profilo normativo che di organizzazione e strumenti. Elemento non trascurabile è la litigiosità dell’italiano medio, ben superiore a quella di molti altri Paesi; da un recente studio si è rilevato che nel 2010 in Germania sono state iniziate 1935 cause per 100.000 abitanti, in Francia 2758 ed in Italia 3.958. Anche su tale aspetto bisogna agire, disincentivando il ricorso al Giudice, senza, peraltro, toccare le garanzie costituzionali che a tutti vanno assicurate.

Grande aiuto potrebbero dare un’imponente semplificazione della legislazione (testi unici, norme di facile lettura, chiare e senza i puzzle di richiami che rendono difficoltosa la ricostruzione anche ad esperti giuristi, abrogazione di tutte le norme inutili etc.) che renda un po’ più certo il diritto ed eviti, quindi, contenziosi inutili, nonché deterrenti economici quali l’aumento del tasso d’interesse legale (che oggi è ad un ridicolo 0,5%), quali esemplari condanne alle spese, quali l’effettiva applicazione dell’art. 96 c.p.c. che prevede il risarcimento del danno da lite temeraria, quali l’introduzione in Italia a pieno titolo dell’istituto dei danni punitivi. Sotto tale aspetto sembra inefficace l’aumento del contributo unificato che non incide molto dal punto di vista economico in percentuale (e, quindi, non è un deterrente effettivo), ma può costituire un grave ostacolo per i meno abbienti per iniziare cause magari sacrosante.

Nell’ambito degli interventi legislativi, fra l’altro, si potrebbe conferire agli avvocati, con le opportune garanzie, il potere di emettere decreti ingiuntivi, analogamente a quanto avviene oggi per i precetti, così da sollevare la magistratura da tali incombenti, si potrebbero semplificare le procedure nel civile, prevedendo la generale applicazione del rito del lavoro, che ha dato ottima prova di sé, si potrebbero limitare a due i gradi di giudizio per le controversie minori. Insomma, molto si può e si deve fare e mi auguro venga fatto al più presto, dato che proprio da un efficiente funzionamento della giustizia dipende la ripresa del nostro Paese.

Avv. Antonfrancesco Venturini

Coordinatore Dipartimento Nazionale Giustizia Popolari per l’Italia

Author: admin

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *